Gulfcoast

Torno in Alabama puntando verso la highway 80, teatro della lunga marcia del 1965 che segnó la prima grande vittoria del movimento per i diritti civili di Martin Luther King.

La strada mi porta prima a Biloxi, sulla gulf coast, ferocemente mangiata dalla furia di Katrina che qui, come a New Orleans, ha lasciato segni indelebili. Dove prima c’erano numerosi casinó (come una piccola Las Vegas), oggi rimangono molte vuote distese di cemento ad evidenziare le difficoltà della ripresa. Quello che salta all’occhio, è che in 10 anni hanno ricostruito veramente poco, come se fosse il territorio a dover pagare i danni di un uragano e non la miopia dell’uomo. Sembra che in America non ci sia la voglia di ricostruire quello che c’era prima, si tende fatalmente a guardare avanti e a ricominciare da capo da un’altra parte.

La Gulfcoast è bella con i sui 50 Kilometri di spiagge bianche, tutto è selvaggio perchè le persone amano passare il tempo in piscina o dentro i casinò e così risulta facile condividere la spiaggia con volatili migratori di tante specie differenti. La vita nei casinò è più che altro un esercizio di analisi dell’umanità, ma dopo 2000 miglia un pò di riposo fa bene.

Domani arriverò a Montgomery e rivivrò la strada che da Selma arriva davanti alla Capitol Hill per sentirmi anche io vincitore.

Stay tuned!

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