NOLA – New Orleans, Lousiana

Progettata dai francesi, in onore del duca d’orleans nel 1718, ricostruita dagli spagnoli dopo l’incendio del 1764. Spagnoli che l’avevano comprata nel 1763 dopo aver ceduto la Florida agli inglesi. Tutto questo per dire che il famoso French Quarter è un tipico esempio di architettura spagnola. I francesi peró hanno creato l’humus culturale, quella cultura creola arrivata dai caraibi che ha dato alla parte più folkloristica della città l’immagine che l’ha resa nota nel mondo.

Qui sono arrivati i primi immigrati siciliani nel 1865 a sostituire molti dei neri (ex schiavi) che avevano abbandonato le piantagioni. E qui è nata la musica Jazz, figlia del mix di razze e costumi che il porto di New Orleans aveva creato. L’inizio del 900 e la crescita della nazione ha lentamente spento la città, il midwest e le nuove metropoli californiane prima e l’espansione di Dallas e Miami poi hanno relegato la città ad un ruolo di conprimaria sullo schacchiere nord americano. Ma New Orleans è unica e se ne frega, come se ne fregavano le famiglie creole che facevano gestire le piantagioni e i commerci dalle donne quando tutto il mondo era palesemente fallocratico.

Renzo Arbore ha dichiarato che NOLA è una città straordinaria che ti piace ancora prima di vederla, credo non gli si possa dare torto. Bourbon street è un tripudio di musica e colori, il jazz aleggia nell’aria insieme al profumo di gumbo e gamberi fritti. Le case basse e colorate fanno da contraltare ai dominanti grattacieli tipici dello skyline americano, è una città di contrasti e di differenze: ruvida e graffiante da una parte morbida e accogliente dall’altra. Non si può spiegare tutto di una città come questa perchè è nell’impatto con il French Quarter, sulle sponde del Mississippi e davanti all’immensità dell’oceano che si riesce a capire il senso di un posto che gli americani chiamano “The Big Easy”.

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