Route 61 – Highway Blues

Sul suo asfalto sono passati gli artisti e i compositori che hanno gettato le basi della musica moderna. Sto parlando del blues di BB King, Charlie Patton e la generazione nata nei campi di cotone dello Sharecropping. Di sixtyone ne esistono due, quella moderna che viaggia a 65 mph orarie e la old one che viaggia a 45 mph ma scende lenta per tutte le città del Blues Trail.

Da Clarksadle in cerca della sua nuova identità a Natchez dove il tempo sembra si sia fermato a Mark Twain e allle Riverboat, passando per VIcksburg salvata dal generale Grant durante la guerra perchè “too beautiful to burn”. Un viaggio di 150 miglia attraverso i campi di cotone, le foreste e le distese di grano. Tra una città e l’altra a bordo strada si alternavano piccoli insediamenti e grandi fattorie, come a rimarcare le molteplici scelte esistenziali delle aree rurali americane.

Ed è in questi spazi che a volte compaiono sezioni di binari dei treni delle piantagioni, che riportano agli anni del segregazionismo e del grande lavoro agricolo. Quando la seconda generazione dei bluesman si affacciava al grande palcoscenico musicale attraverso i primi studi di registazione e la musica poteva esplodere in tutto il mondo. Da Indianola a De Soto, da Clarksdale a Baton Rouge l’autostrada del blues s’incendiava con le canzoni di uomini abituati alla fatica e alla sofferenza.

Da queste parti si dice che:
“se non è mai stato in un banco dei pegni, allora non può suonare il blues”

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